In pochi credono in un “miracolo di San Gennaro al Marassi” E il grande giorno arrivò, l’Arena si riempì, la città si fermò, il mare era una tavola, tutti erano allegri e contenti, ma la vittoria non arrivò, se la portarono senza fare danni, quasi con il tributo delle armi, i pirati liguri, capitanati da un barese rossopelo e guidati da un friulano che ha girato da trentanni l’Italia pallonata e che oggi ha quasi vinto la sfida a scacchi con l’omino venuto dalle sabbie
romagnole. Alla fine sarà quinto posto, traguardo impensabile per le menti siculepanormite fino a pochi anni fa, ma che adesso raggiunto lascia un poco d’amaro in bocca e tanta delusione in un popolo che di bocconi amari è già abituato ad inghiottirne.
Ma occorre fare un grande applauso a questo Palermo che fino alla fine lotterà, perché ancora matematicamente nulla è deciso, occorre sperare, anche nel calcio i miracoli a volte si avverano, anche se per la verità ci crediamo in pochi. Per arrivare quarti i rosa dovranno vincere a Bergamo, contro un’Atalanta già retrocessa in Serie B, cosa possibile, anche se i lumbard orobici non amano tanto i terroni e parlano sempre di “Etana, affondali..”; e sperare che il Napoli blocchi la Samp a Marassi, beh, lasciamo stare e parliamo di cose serie.
Andiamo a parlare della sfida-sorpasso giocata domenica e che ha visto confrontarsi due dei migliori tecnici del Campionato sfidarsi tatticamente con i loro due moduli: il 4-4-2 di Del Neri e il 4-3- 1-2 di Rossi, in una partita molto importante e delicata.
Che sarebbe stata difficile già era noto a tutti, infatti la Sampdoria ben organizzata e messa con sapienza in campo ha mostrato una difesa solidissima, tosta, implacabile nella coppia centrale Gastaldello-Lucchini, nel portiere Storaci, arrivato dal Milan a gennaio, sempre attento e pronto nelle uscite; molto duttile nella cintura sopra la mediana, con lo svizzero Ziegler, i due stantuffi sulle fasce, Mannini che ha messo in crisi il prode Cassani e il desiderio di Foschi, Semioli, strapazzato da uno splendido Balzaretti; con il trio di centrocampo, il nazionale Palombo, la mossa a sorpresa di Del Neri Tissone e il motorino Zauri, che vanno in sofferenza quando nella fascia centrale di centrocampo sono presi d’infilata dalle verticalizzazioni di Liverani e dalle invenzioni di un Pastore un poco annebbiato o forse ben controllato, direi. Del tandem d’attacco si potrebbe scrivere un libro, Cassano è quello che illumina il gioco offensivo dei genovesi, con la sua fantasia, le sue giocate imprevedibili
è uno spettacolo vederlo giocare, specie adesso che sa controllare le sue reazioni caratteriali, peccato per la Nazionale, Lippi da “buon tecnico” lo ha lasciato fuori!. Mentre in Nazionale ci sarà Pazzini che al Barbera si è visto poco, grazie alla marcatura stretta del vichingo Kjaer, che senza nulla togliere
al Palermo, merita di andare in uno squadrone (speriamo che non sia la Juve…). Insomma una Sampdoria esperta, dal gioco mandato a memoria da Del Neri, maturato molto dopo Palermo; una Samp a volte cinica, con spazi chiusi, poca concessione allo spettacolo, solo lampi del genio Cassano, una Samp dal ruolino di marcia molto simile al Palermo di Mastro Rossi, che ha pure balbettato in trasferta, collezionando 9 sconfitte,come i rosa, ma che ha avuto la sua botta di culo con la vittoria imprevedibile del 25 aprile, contro la Roma addormentata di Mister Muto Ranieri all’Olimpico.
Lì quel giorno il dado fu tratto: la Roma consegnò lo scudetto già conquistato all’Inter e “consumò” il
Palermo consegnando il quarto posto di fatto alla Sampdoria, eliminandoci dalla corsa Champions.
Il Palermo, trascinato dai 40.000 tifosi del Barbera, a mio giudizio, ha giocato
un’ottima partita, sia tatticamente che come impegno agonistico, nessuno si è risparmiato, tutti i picciotti sono da elogiare. La posta in palio era alta e quindi la squadra ha giocato un poco col freno tirato, ma se Cassani, per una
volta ha bucato, facendo fare un figurone a Mannini, Balzaretti ha messo sottosopra la zona sinistra dove Semioli, uno dei pezzi forti del 4-4-2 di Del Neri è stato travolto. Goian ha pasticciato ancora una volta con le sue lunghe gambe, facendo rimpiangere l’assenza di Bovo, ma in compenso Kjaer dava un’occhiata a Pazzini e una ancata a Cassano, tenendo in piedi una difesa che
ha avuto nell’indecisione di Sirigu il suo punto debole, l’errore dell’uscita che ha provocato il rigore è stato determinante per il risultato senza dargli tanta colpa però. La truppa di Rossi ha ben manovrato, giocando il suo solito bel calcio, sbarazzino, veloce, fatto di trame con palla a terra e tocchi di prima, alla ricerca degli spazi, sia sulle fasce, sia verticalizzando con Liverani
che gioca fino alla fine una buona partita sbagliando di meno delle altre volte, un Liverani sorretto da uno splendido Nocerino, che nella ripresa butta il cuore oltre l’ostacolo e mantiene alto il ritmo, e da un Migliaccio battagliero come sempre, che si fa anche ammonire e mancherà l’ultima di Bergamo, ma contro i liguri non si è risparmiato, bravo!.
Chi perde qualche colpo è Pastore, la sua classe,la sua inventiva, le sue danze sono prese a randellate, ora da Zauri, ora da Tissone che ne limitano l’azione e i danni, solo nel finale riesce a sganciarsi dalla morsa dei corsari doriani e inventa due assist per Budan ed Hernandez,
lo slavo spreca mandando a lato di Storaci, e il lancio per Hernandez è fermato dal solerte arbitro sabaudo mandato giù a bloccare il cammino dell’Armata Zamparini, per un fiscale fuorigioco che non c’era. Non si è visto molto il generoso Cavani, che corre, ritorna a coprire, fa a sportellate con Lucchini, ma
alla fine l’indio non tira quasi mai in porta e da lui tutti ci aspettiamo qualche prodezza che invece non è arrivata. E’ arrivato ancora una volta, invece, il gol di Miccoli, seppur di rigore come quello di Pazzini e seppur con un ginocchio infortunato a causa dell’entrata canagliesca di Zauri è rimasto in campo e non
voleva uscire, ma alla fine Rossi lo ha richiamato in panchina.
Ah, dimenticavo, il solerte arbitro piemontese, mandato dallo spiritato Collina, non ha neanche richiamato Zauri,altro che ammonirlo!. Ritornando a Miccoli, uscito lui è uscito di scena il Palermo, che ormai spera solo in qualcosa che difficilmente nel calcio italiano, all’ultima giornata, a giochi fatti può accadere.
Perché il Napoli, allenato da Mazzarri, ex Sampdoria, fino allo scorso anno allenava Cassano e compagni, toscanaccio benvoluto e direi amato dal tifo doriano, deve scendere a Marassi e fare la guerra alla sua ex squadra? Per fare un favore al Palermo,che a sua volta ha messo fuori gioco dalla Champions proprio il Napoli? Io ci credo poco e forse pure il popolo panormita.
Dispiace tanto per l’infortunio patito da Miccoli che a Bergamo non ci sarà e non ci sarà per circa 4 mesi, ma comunque andrà a finire stata una bella avventura, un bel lungo sogno che speriamo non finisca mai!.
Comunque vada, Forza e Grazie Palermo!!.
Nessun articolo correlato.









