Il prossimo 25 febbraio per la radssegna DIS – Jazz e Beyond al Mikalsa arrivano gli EAR Catcher, composta da Gaspare Palazzolo – sax tenore e soprano, Francesco Guaiana – chitarra,
Marco Di Fonte – violoncello, Luca Lo Bianco – basso, contrabbasso, Fabrizio Giambanco – batteria.
Ecco le recensioni sul gruppo:
“La Fitzcarraldo e’ l’antitesi del déjà écouté con un orecchio attento al passato ed un’ orecchio lungo sul futuro. Prova ne e’ il live dell’O.I.D.[…] Il risultato e’ elettrificante[...] Stessa considerazione va fatta per EAR CATCHER. Lo Bianco qui impiega materiale autobiografico, buon combustibile per allestire una serie di sorprese nelle dinamiche ora barocche crimsoniane, ora ornettiane, senza esimersi dalla fascinazione cameristica […]”
Alceste Ayroldi – JazzIT
“Cattura eccome l’orecchio, questo eccitante lavoro di Luca Lo Bianco, e lo fa sin dalle prime note del brano d’apertura, ‘Girl with a red bike’, dal ritmo e dalle sonorità acide, spigolose, eppure carico di sensualità e difascinazione.”
Andrea Romeo – www.lisolachenoncera.it
“La bellezza globale di EAR CATCHER è quella di mediare una importante ricerca cromatica con massicce dosi melodiche, sicuramente ricercate e di profondo impatto.”
Marco Biasio – www.storiadellamusica.it
Si rifà ad un jazz contemporaneo, venato di rock e sperimentazione urbana il nuovo lavoro del contrabbassista siciliano Luca Lo Bianco: EAR CATCHER si svilupa su timbriche che gia’ la scena downtown anni ’90 ci ha abituati ad apprezzare con chitarra, violoncello e ritmiche in grado di alta sintesi ritmica a sostenere i fiati di Gaspare Palazzolo”.
Enrico Bettinello – Blow Up
“L’indole avventurosa e la concezione estetica progressista di Lo Bianco colgono in questa bella registrazione risultati piu’ che soddisfacenti dal punto di vista espressivo ed interpretativo, coagulando influenze e ibridando lessici sonori differenti intorno a un’idea metajazzistica che mantiene in ottimo equilibrio l’aspetto lirico-melodico e quello sperimentale”.
Olindo Fortino – soundcontest.com
“Il disco respira e si lascia ascoltare con entusiasmo, non denuncia mai cedimenti di tensione e anche quando i ritmi si fanno più blandi dà sempre l’impressione di regalarci una sorpresa, magari una figurazione,
una progressione, uno slancio che non t’aspetti”.
Roberto Paviglianiti – www.rockaction.it
http://www.fitzcarraldorecords.com/ear.html
Un’audace alchimia sonora in bilico tra improvvisazione e musica scritta. Animato da contrasti timbrici ed arrangiamenti incentrati sulla coralità esecutiva: Una sintesi creativa senza alcuna limitazione estetica, frutto di una naturale sovrapposizione di linguaggi: il Jazz, l’Avanguardia, il Rock, la sperimentazione.
“I migranti abbandonano un luogo che è diventato inospitale, i nomadi inventano i territori nei quali si muovono e apprendono nuovi linguaggi, sovrapponendoli ai ricordi di un territorio che non hanno mai avuto. Il nomade, per quel che ha visto o sentito, può dimenticare, può fuggire, oppure, può guardare tutti gli spazi e le estensioni e trasformarli in intenzioni.
Così è la musica nomade: trasforma i paesaggi in linee di fuga, in nuovi intrecci, in un’arma.
Le grandi avventure geografiche sono linee di fuga dalle quali sono nate nuove musiche”
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